Origini
Il nome Gaeta , secondo Strabone, viene dalla voce dorica “kaiatas” che significa
cavità, nome con cui i navigatori laconi indicavano il suo porto. Ma più fortuna
è destinata ad avere la suggestiva leggenda di Virgilio (l’Eneide), che fa derivare
il nome Gaeta da Cajeta, nome della nutrice di Enea, la quale avrebbe avuto sepoltura
proprio nella nostra terra.
La favorevole posizione e il mite
clima fecero di Gaeta meta dei villeggiatori sin dai tempi dell’antica Roma. Aggrappata
ad uno sperone di roccia che si protende verso il Mar Tirreno, il suo importante
porto naturale ha fatto sì che la città fosse a lungo in passato una fortezza militare,
una temuta roccaforte, funzione ancora testimoniata dal castello fino a qualche
anno fa adibito a reclusorio militare.
Nei secoli che seguirono la dominazione romana la città
fu longobarda, normanna, angioina, aragonese e borbonica. Fu contesa e assediata
numerose volte. L'ultima battaglia per il suo possesso risale al 1861, quando il
sovrano Francesco II Borbone inseguito dai piemontesi, vi si rifugiò con gli ultimi
fedelissimi soldati.
Con la capitolazione borbonica, l'esilio del sovrano, la fine del Regno delle due
Sicilie, dopo mesi di lungo assedio Gaeta smise di essere roccaforte. La cittadina
si è sviluppata attorno ai tre nuclei originari: il centro medioevale di Sant' Erasmo,
sviluppatosi attorno al castello, Porto Salvo e la lunga spiaggia di Serapo. Il
nucleo della città è la rettangolare ed alberata Piazza del Municipio, punto di
convergenza di tutto l'abitato. Il quartiere medioevale è la parte più antica della
città. Conserva case dal XII al XV secolo e racchiude la storia della Gaeta ducale
e repubblica marinara.
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